Luogosanto (in gallurese Locusantu, in sardo Logusantu), è un comune di oltre 1900 abitanti della provincia di Olbia-Tempio nella regione storica della Gallura. l suo nome deriva dalla forte tradizione religiosa che lo ha da sempre contraddistinto, e dai numerosi luoghi di culto che sono stati eretti nel suo territorio. Circondato da boschi secolari e da una folta macchia mediterranea, Luogosanto è situato a 321 metri sul livello del mare, nel cuore della Gallura, ai piedi della montagna Ghjuanni. Il piccolo paese si trova infatti in una zona dell'Isola prevalentemente montuosa, caratterizzata da rocce granitiche che si sono formate più di 300 milioni di anni fa.
Le rocce, modellate dal vento e dagli agenti atmosferici, hanno assunto le forme più svariate. L'utilizzo costante del granito, per la costruzione di chiese, case e per lastricare le strade, rende questo paesino particolare e ricco di fascino. Luogosanto si caratterizza per la forte tradizione religiosa che da secoli l'ha contraddistinto: durante la storia è diventato meta di numerosi pellegrinaggi, ed è ricco di splendide chiese e piccole cappelle sorte spesso nelle campagne vicine, insieme agli eremi che fornivano un luogo di riposo per i pellegrini.
Al centro del paese sorge la chiesa di Nostra Signora, costruita nel XIII secolo in forme romaniche. L'edificio, eretto a santuario, ha il privilegio della "Porta Santa" che viene aperta l'8 settembre in occasione della festa di Maria Bambina. Nei pressi dell'abitato si possono visitare i resti di due suggestivi castelli medievali, quello di Balaiana e il castello di Baldu, databili intorno al 1100, con il Giudicato di Gallura. Tra le chiese merita particolare attenzione quella campestre di San Trano, che fu costruita nel punto in cui secondo la tradizione vissero in eremitaggio i Santi Trano e Nicola. Risale al XIII secolo e al suo interno conserva la spelonca in cui sarebbero state rinvenute le ossa del Santo.
Ben tre santuari si trovano in regione Balaina e sono quello della Madonna del Rimedio, costruito nel Medioevo e radicalmente ristrutturato nel 1811 e nel 1882; quello di Santu Baingio di Li Coddi, edificato anch'esso nel Medioevo e radicalmente ristrutturato nel XVIII secolo; e quello di San Salvatore, costruito nel XVIII secolo interamente in granito. La chiesa di San Leonardo, tutta in granito e dalle rustiche linee medioevali, sorge in cima a un roccione granitico a breve distanza dai ruderi del castello di Balaiana, cui è collegata da un ponte in pietra. La chiesa di Santo Stefano sorge vicino ai ruderi al castello di Re Baldo. Fu costruita nel XVII secolo probabilmente sulle rovine dell'antico omonimo villaggio ormai scomparso. Altre chiese campestri sono quella di Sant'Andrea, eretta nel XVIII secolo probabilmente al posto di un'altra più antica, quella di San Quirico, costruita probabilmente nel Medioevo, e quella di Sant'Antonio da Padova, situata in località Izzana lungo la strada per Tempio. Infine la chiesa di San Marco Evangelista, situata in località Lu sfussatu, fu costruita nel Medioevo e ripetutamente modificata nei secoli successivi. Le attività economiche più importanti di questo comune sono legate ad un'antica tradizione agropastorale. La pastorizia infatti è affiancata alla coltivazione di cereali e uva. Importante anche la produzione di sughero, grazie alle numerose piante che caratterizzano la zona della Gallura.
La tradizione sarda si rinnova ogni anno grazie ad un calendario ricchissimo di manifestazioni. Processioni, concerti, spettacoli teatrali e mostre-mercato offrono un palcoscenico straordinario, allietando ed incantando il visitatore, lo spettatore, l'ascoltatore, dando luogo a proposte culturali che vanno incontro agli interessi più diversi.
I festeggiamenti in onore della Santa patrona, comunemente chiamati "festa manna de Gaddura", hanno origine secolare. Si svolgono con la celebrazione della Santa Messa presso l'omonimo santuario e una suggestiva processione di gruppi folkloristici provenienti da diversi comuni dell'Isola, accompagnati dalla banda musicale. Durante la giornata si assiste alle esibizioni di cori polifonici e canti tipici dell'antica tradizione sarda. Ogni sette anni nel santuario si rinnova la solenne cerimonia dell'apertura della "Porta Santa", che rimane aperta per un anno intero e diviene meta di pellegrinaggio. Oltrepassando la porta i fedeli ottengono l'indulgenza plenaria.
I testi sono tratti dal sito Comunas.