Situato a 514 metri sul livello del mare, Aggius è un tipico paese gallurese che si trova in mezzo ai nuraghi, ai piedi della seghettata cresta granitica detta “Monti di Aggius”. Monti Sotza ( mt. 789) e della Croce (mt. 666). Dista km 6 da Tempio Pausania, e km 70 da Sassari. Fino al 1958, Aggius era il capoluogo di un Comune che prendeva tutta la vasta zona che dal fiume Coghinas si estende sino a Vignola. Attualmente, dopo la costituzione dei Comuni di Trinità d’ Agultu (1958), di Badesi (1968) e di Viddalba (1975), il territorio comunale è ridotto più o meno a kmq 82, mentre ha circa 1686 abitanti. Il panorama è certamente uno dei più belli della Sardegna: Aggius appare incastonato tra rocce granitiche dalle forme bizzarre, sugheri secolari e vigneti. Il Paese e’ famoso per la qualita’ delle sue acque sorgive. Le fonti pubbliche esistenti nel centro abitato e nell’agro hanno dissetato per centinaia di anni tutti gli abitanti e i forestieri che transitavano nel paese. Tutt’oggi la Fonte di “Cagadda” e la fonte di “Alvinu” vantano una erogazione costante di acque con caratteristiche oligominerali, ottime per la diuresi.
Aggius è anche la “patria dei graniti artistici”: un paesaggio dantesco di affioranti rocce granitiche, che si ergono quasi come gruppi statuari appositamente installati da un abile scenografo. Descrivere queste opere d’arte del vento non è possibile perché la realtà è superiore a quanto si possa immaginare o raccontare. Da diversi anni ormai il Comune ha provveduto a creare un’area verde attrezzata di incantevole bellezza: il laghetto di Santa Degna. Accessibile dalla strada panoramica che sovrasta il paese e’ il luogo ideale per la sosta di famiglie e bambini e per gli amanti del relax, per pic-nic, manifestazioni estive, per “campo base” per affrontare i sentieri montani che portano sulle montagne di granito e nei boschi di sughere. Si tratta di un laghetto artificiale ottenuto con lo sbarramento del Rio La Pitraia, luogo in cui, nell’antichita’, le donne erano solite lavare i panni. L’area è dotata di panchine in granito lavorato per agevolare la sosta.
A pochi chilometri dal mare, Aglientu sorge in un territorio prevalentemente granitico, il cui paesaggio è segnato da massi maestosi e verdi vallate che si incontrano col mare. Il suo litorale, lungo 22 km, è piuttosto rinomato per la bellezza delle spiagge e dei panorami, ma nonostante l’elevata frequentazione turistica è rimasto per lunghi tratti incontaminato. L’attuale centro urbano ebbe origine nel 1776, quando Vittorio Amedeo III fece edificare la chiesa di S. Francesco d’Assisi. Qualche decennio più tardi vicino alla chiesa nacquero le cosiddette “cucine”, costruzioni in cui si svolgevano nei giorni di festa attività a carattere socio-economico e fieristico, parallelamente alle cerimonie religiose. Verso il 1850, però, alcune famiglie benestanti cominciarono ad edificare delle vere e proprie abitazioni, che finirono per costituire il primo nucleo del centro urbano. Originariamente frazione di Tempio, Aglientu divenne comune indipendente nel 1959. Esempio caratteristico di fortificazione a guardia delle coste sarde è la torre di Vignola, datata 1606, situata presso l’omonimo borgo marinaro. Numerose le chiese campestri del territorio di Aglientu. Tra queste, la più antica è quella di San Pancrazio, a 5 km dal centro abitato, risalente alla fine del ‘600. Attrattiva principale di Aglientu sono comunque le sue coste, dove a dune sabbiose piuttosto estese che si immergono nel mare evocando paesaggi desertici si alternano promontori rocciosi elevati, come quello di Monti Russu (90 m), in granito rosa, di forma tondeggiante, che si protende verso il golfo dell’Asinara. Tra le spiagge più estese, si ricordano Lu Litarroni, Vignola, Rena Majore. Numerose le sagre estive che attirano migliaia di turisti dalle coste, come la sagra delle seadas (il tipico dolce a base di formaggio, condito col miele), l’ultimo sabato di giugno, oppure la sagra della salsiccia e del formaggio, il 12 agosto. il 2 febbraio, con il pranzo comunitario, si celebra la festa di San Biagio.
Al confine tra Anglona e Gallura, il piccolo comune di Badesi, resosi indipendente da Aggius nel 1969, è un centro di origine piuttosto recente. Il centro abitato principale degrada dolcemente su una collina in una felice posizione panoramica da cui lo sguardo spazia sulla pianura sottostante, su tutto il golfo dell’Asinara fino alla Corsica. Il paese è contornato da quattro ridenti borgate (Muntiggju, La Tozza, Muntiggjioni, Azzagulta) ubicati su altrettanti poggi in posizione oltremodo panoramica. Nel comune sono sorti di recente diversi villaggi turistici frequentati da un flusso di turisti sempre crescente che apprezzano le bellezze del territorio. Di bellezza mozzafiato sono le spiagge del litorale, Badesi Mare. Un’ampia spiaggia bianca si estende per chilometri, attraversata dalla foce del fiume Coghinas, uno dei più importanti della Sardegna. Le dune, di sabbia finissima, sono ricoperte di ginepri e all’orizzonte si scorge in lontananza l’isola dell’Asinara.
Grazie alla sua esposizione al vento di maestrale, questo litorale è meta ideale, durante tutto l’anno, degli amanti del surf a vela. La costa di Badesi, inoltre, è stata recentemente dichiarata “sito di interesse comunitario”, per la ricchezza della flora e le peculiarità della fauna, particolarmente i volatili stanziali e migratori che nidificano in mezzo ai canneti delle rive del fiume Coghinas e delle isolette fluviali. Ma anche il resto del territorio del comune è attraente e soprattutto assai vario, con colline ricoperte di fitta vegetazione e terreni pianeggianti a carattere sabbioso, in cui crescono rigogliosi vigneti, da cui si ricava il prestigioso e pluripremiato Vermentino di Gallura (DOCG). Nel mese di maggio si svolge a Badesi il Trofeo Magrini di surfcasting, gara di livello internazionale di pesca da riva. Il 3-5 giugno ha luogo invece la festa patronale del Sacro Cuore. Ma è l’estate il periodo in cui si svolge la maggior parte delle manifestazioni, delle feste e delle sagre, riunite sotto l’unico cartellone dell’Estate Badesana. Da segnalare il famoso carnevale estivo di Badesi, con la sfilata dei carri allegorici, che si tiene ogni anno la notte del 13 agosto, e la Sagra Gastronomica che ha luogo l’8 agosto, con la degustazione di piatti tipici e specialità galluresi, in un appuntamento che attrae anno dopo anno un numero sempre maggiore di turisti.
Bortigiadas è un piccolo comune della provincia di Olbia-Tempio, nella regione della Gallura. Il territorio, posto al confine della sponda del Coghinas, presenta interessanti esempi di carattere geologico e archeologico. Le prime attestazioni che documentano la presenza del centro abitato risalgono al XIV secolo e segnalano il toponimo del paese come “Orticlada” appartenente alla diocesi di Civita (Olbia). La presenza umana è attestata nel territorio bortigiadese a partire dall’epoca nuragica. Notevoli sono i ritrovamenti nella zona che circonda il centro abitato. Da ricordare il complesso nuragico di “Su Nuracu” a pochi passi dal paese. Nella frazione di Tisiennari è presente una domus de janas. Il comune oggi conta circa 896 abitanti e vive prevalentemente grazie all’allevamento e alla produzione agricola di frutta, mais e legumi.
Il paesaggio che circonda Bortigiadas è caratterizzato da una ricca vegetazione. Di notevole bellezza la vetta di Monte Salici con la sua abbondante vegetazione che riserva punti panoramici che spaziano nell’orizzonte. La vegetazione è composta da macchia mediterranea e da boschi fitti di sughere e lecci. Il forte maestrale che batte da nord ovest ha modellato nei secoli le rocce creando meravigliose sculture di pietra. Nelle giornate più limpide si può godere di un bellissimo panorama che va dal mare al lago di Oschiri. Il centro abitato è caratterizzato da strette stradine arricchite da piante di arance e mandarini che colorano il paese. La parrocchiale è dedicata a San Nicola di Bari. Tra le feste principali quella dedicata a San Pancrazio la cui chiesa si trova fuori dal paese in montagna, che viene celebrata ogni anno il 24 settembre. Tra le altre più legate al mondo profano, il festival della birra che si svolge ogni anno il 13 di agosto. Di notevole interesse nel centro del paese il museo mineralogico, dove sono esposte una molteplicità di specie minerali uniche della Sardegna. Nato da una donazione del collezionista Giuseppe Tanca al comune comprende più di settecento esemplari di minerali.
Il paese di Calangianus si dispone in una conca protetta su tre lati da monti granitici in parte boscosi: Monte Lu Casteddu, Gaspareddu, Casiddu e Lu Colbu. Il centro storico si articola in una rete di strade, le principali lastricate in granito, con case in pietra che si dispongono attorno alla chiesa parrocchiale di Santa Giusta, caratterizzata da una facciata in granito, risalente al XIV secolo ed arricchita nei primi del Novecento da affreschi del pittore sassarese Dovera e da opere marmoree di Luigi Caprino. Ma un particolare riguardo spetta al dipinto raffigurante l’”Assunzione” del pittore Andrea Lusso, del XVI secolo. Offre sicuramente interessanti attrattive culturali il museo diocesano di Santa Giusta, facente parte del Museo della Diocesi di Tempio-Ampurias. Lo spazio espositivo è ubicato presso l’oratorio di Nostra Signora del Rosario, adiacente alla chiesa parrocchiale di Santa Giusta. Il museo propone al visitatore una ricca collezione di preziosi pezzi risalenti al XVI e XVIII secolo.
Nel nucleo più antico del paese sorge la chiesetta di Sant’Anna, del 1688. In periferia, invece, si trova la chiesa di Santa Maria degli Angeli, con i ruderi di un convento dotato di pozzo e vari ambienti diroccati. Sempre ai margini dell’abitato, su un colle panoramico, si trova la fonte Sigara, meta ideale per compiere passeggiata tra boschi e panorami mozzafiato. Non distante dal centro abitato si trova il parco di Stazzana, un bosco ricoperto di lecci secolari. Verso occidente si incontra la tomba di giganti di Badumela. Più a meridione si distende la rigogliosa vallata del Rio S. Paulu, occupata da boschi di sughere, alle falde del Monte Limbara. Vicino alla chiesetta della Madonna delle Grazie si snoda un percorso da compiere a piedi o in bicicletta, lungo il quale si può godere un panorama straordinario. Non distante da Calangianus si trovano le tombe di giganti di Pascareddha. Tra le manifestazioni di Calangianus, di particolare interesse a luglio la Sagra del bovino gallurese e in settembre la Mostra del sughero e la festa di Sant’Isidoro.