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	<title>Nextyle Communication</title>
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		<title>Nuova sede per Studio Nextyle</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 14:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo 6 anni di attività, dalla prossima settimana il mio studio cambierà sede. Dall&#8217;attuale ufficio di Via Bonaventura mi sposterò in Via Fiume d&#8217;Italia n.20, sempre ad Olbia ma in una zona più vicina al centro strorico (è una traversa di Via Vittorio Veneto) in un nuovo e più comodo ufficio. Ho programmato il trasloco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nextyle.it/wp-content/uploads/2012/04/trasloco2-270x150.jpg" alt="" title="trasloco2" width="270" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-867" />Dopo 6 anni di attività, dalla prossima settimana il mio studio cambierà sede.<br />
Dall&#8217;attuale ufficio di Via Bonaventura mi sposterò in <strong>Via Fiume d&#8217;Italia n.20</strong>, sempre ad Olbia ma in una zona più vicina al centro strorico (è una traversa di Via Vittorio Veneto) in un nuovo e più comodo ufficio.<br />
Ho programmato il trasloco durante il ponte del primo maggio in modo tale da limitare al massimo il disagio sia per me che per voi: lo studio si fermerà infatti solo nella giornata di <strong>lunedì 30 aprile</strong> per consentire lo spostamento di mobili e attrezzature nella nuova sede. Il recapito telefonico fisso 0789 57528 rimarrà invariato. L&#8217;attività riprenderà regolarmente <strong>mercoledì 2 maggio</strong> nel nuovo studio.<br />
Per qualsiasi necessità in questi giorni sono comunque reperibile al mio numero di cellulare 340 5575983 oppure all&#8217;indirizzo email giacomo@nextyle.it.<br />
Spero di rivedervi presto nella mia nuova sede!</p>
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					<img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/0665a74a46e42b65d9041fb8f1b2e61b?s=75&amp;d=&amp;r=G' class='avatar avatar-75 photo' height='75' width='75' /></p>
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<div class="cab-author-name"><a href="http://www.giacomoaltamira.it" rel="author" class="cab-author-name">Giacomo Altamira</a></div>
<p>Titolare di Nextyle Communication, designer, consulente e fotografo professionista. Cura personalmente il blog dello studio con opinioni e consigli sulle ultime novità dal mondo della comunicazione e sulle più redditizie tecniche di marketing per le imprese. Quando non sta in ufficio di solito è perchè ha qualche servizio fotografico da realizzare in giro per la Sardegna.</p>
<p><a href="http://www.facbook.com/giacomoaltamiraphoto" rel="external nofollow Facebook me"><img title="Facebook" src="http://www.nextyle.it/wp-content/plugins/custom-about-author/images/social_media/facebook.png" alt="Facebook" border="0" /></a>&nbsp;<a href="http://www.twitter.com/nextyle" rel="external nofollow Twitter me"><img title="Twitter" src="http://www.nextyle.it/wp-content/plugins/custom-about-author/images/social_media/twitter.png" alt="Twitter"  border="0" /></a>&nbsp;</p>
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		<title>Strutture turistiche in Sardegna, e&#8217; ora di svegliarsi!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 16:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa leggevo un articolo sulla &#8220;Nuova Sardegna&#8221; a proposito delle previsioni della stagione turistica nella nostra isola. Nemmeno a dirlo, non sono buone. Colpa della politica, colpa della crisi e colpa degli stessi proprietari delle strutture ricettive che non fanno abbastanza per promuoversi. Soprattutto per quanto riguarda l&#8217;ultimo punto c&#8217;era un parere &#8220;illuminato&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nextyle.it/wp-content/uploads/2012/03/vacanze-google-270x150.jpg" alt="" title="vacanze-google" width="270" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-857" />Alcuni giorni fa leggevo un articolo sulla &#8220;Nuova Sardegna&#8221; a proposito delle previsioni della stagione turistica nella nostra isola. Nemmeno a dirlo, non sono buone. Colpa della politica, colpa della crisi e colpa degli stessi proprietari delle strutture ricettive che non fanno abbastanza per promuoversi.<br />
Soprattutto per quanto riguarda l&#8217;ultimo punto c&#8217;era un parere &#8220;illuminato&#8221; di un&#8217;esperta del noto portale di prenotazioni turistiche Trivago. Tutto vero, per carità, ma a mio avviso <strong>si sta scoprendo l&#8217;acqua calda</strong>.</p>
<p>Il fatto che le strutture ricettive qui in Sardegna non facciano abbastanza per promuoversi è semplicemente un eufemismo. Ormai il 90% del mercato turistico &#8220;viaggia&#8221; online e come minimo ogni azienda che abbia a che fare col turismo deve avere <strong>ALMENO</strong> un sito web fatto come Dio comanda, ovvero che sia semplice da usare, che sia aggiornato e fornisca le informazioni utili per i visitatori, che abbia un aspetto professionale, che mostri tante belle immagini della struttura e del paesaggio circostante. Dulcis in fundo, che sia ben posizionato sui motori di ricerca. </p>
<p>Come web designer, fotografo e consulente io sono anni che predico queste cose ma purtroppo a parte una minoranza di imprenditori &#8220;pionieri&#8221;, fino ad oggi non ho visto grossi miglioramenti, quindi lo dirò molto schiettamente: escludendo le grandi catene alberghiere, i siti web delle strutture più piccole, ovvero quelli che avrebbero bisogno come l&#8217;aria di più visibilità, invece <strong>FANNO SCHIFO</strong>. Senza mezzi termini. Molto spesso sono progettati a livello amatoriale sia dal punto di vista grafico sia dal lato dell&#8217;esperienza utente, presentano tante volte immagini orribili e altrettanto spesso non danno le informazioni basilari che il visitatore chiede. Un esempio su tutti: mancano i prezzi delle camere, degli optional e le condizioni generali di soggiorno. Proprio mentre scrivo mi è arrivata una mail dalla famosa community di viaggio Tripadvisor. Oggetto: &#8220;Consiglio del mese: aggiungete più foto. Fatevi notare!&#8221;. Appunto.</p>
<p>Inutile dire che con questo scenario non si va da nessuna parte. Servono investimenti, questo è vero, ma più che altro serve un cambio di mentalità, la volontà di superare questo momento difficile. <strong>Qui invece non c&#8217;è volontà</strong>. Si aspetta che sempre che siano gli altri &#8211; il governo regionale, la buona sorte, il Padreterno &#8211; a portare i turisti in Sardegna. Senza promuoversi, senza farsi notare, senza muovere un dito. Oppure raffazzonando qua e là senza alcuna strategia. Non è così che funziona. Non più. Prima i turisti venivano a prescindere perchè la Sardegna è uno dei posti più belli del mondo. Ora, con meno soldi che girano, spesso si orientano su altre zone magari meno appetibili ma che hanno adottato strategie commerciali migliori delle nostre.</p>
<p>Com&#8217;era il detto? Aiutati che Dio ti aiuta? Bene, è arrivato il momento di aiutarsi, altrimenti è una guerra persa in partenza. Non importa se il governo regionale è fermo, se gli aerei sono cari, se le navi lo sono ancora di più. Dobbiamo essere noi sardi ad invogliare la gente a venire in Sardegna. Abbiamo le risorse necessarie, ci manca solo la volontà e l&#8217;unità di intenti. Diamoci una svegliata. Davvero. </p>
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					<img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/0665a74a46e42b65d9041fb8f1b2e61b?s=75&amp;d=&amp;r=G' class='avatar avatar-75 photo' height='75' width='75' /></p>
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<div class="cab-author-name"><a href="http://www.giacomoaltamira.it" rel="author" class="cab-author-name">Giacomo Altamira</a></div>
<p>Titolare di Nextyle Communication, designer, consulente e fotografo professionista. Cura personalmente il blog dello studio con opinioni e consigli sulle ultime novità dal mondo della comunicazione e sulle più redditizie tecniche di marketing per le imprese. Quando non sta in ufficio di solito è perchè ha qualche servizio fotografico da realizzare in giro per la Sardegna.</p>
<p><a href="http://www.facbook.com/giacomoaltamiraphoto" rel="external nofollow Facebook me"><img title="Facebook" src="http://www.nextyle.it/wp-content/plugins/custom-about-author/images/social_media/facebook.png" alt="Facebook" border="0" /></a>&nbsp;<a href="http://www.twitter.com/nextyle" rel="external nofollow Twitter me"><img title="Twitter" src="http://www.nextyle.it/wp-content/plugins/custom-about-author/images/social_media/twitter.png" alt="Twitter"  border="0" /></a>&nbsp;</p>
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		<title>Gli utenti internet continuano a crescere&#8230; e il tuo sito?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 15:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo fonti Audiweb, la quale proprio ieri ha pubblicato le statistiche di utilizzo della rete da parte degli italiani nello scorso mese, &#8220;il 2012 inizia con una crescita del 7% dell’audience online, registrando 27,7 milioni di Italiani collegati a internet tramite computer almeno una volta nel mese di gennaio&#8220;. Cosa significa questo? Vuol dire che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nextyle.it/wp-content/uploads/2011/10/internet-270x150.jpg" alt="" title="internet" width="270" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-591" />Secondo fonti Audiweb, la quale proprio ieri ha pubblicato le statistiche di utilizzo della rete da parte degli italiani nello scorso mese, &#8220;<strong>il 2012 inizia con una crescita del 7% dell’audience online, registrando 27,7 milioni di Italiani collegati a internet tramite computer almeno una volta nel mese di gennaio</strong>&#8220;.</p>
<p>Cosa significa questo? Vuol dire che i navigatori, quindi i potenziali clienti delle aziende, si collegano a internet in misura sempre maggiore. Basti pensare che solo poco tempo fa, se non ricordo male appena lo scorso anno, gli utenti mensili erano circa 24 milioni. Ora siamo quasi a 4 milioni in più. Quattro milioni di potenziali clienti per un&#8217;azienda sono tanti. E questa è la buona notizia.</p>
<p>La cattiva notizia, invece, è che questi navigatori che visiteranno i siti delle vostre aziende in cerca di prodotti e servizi sono e saranno sempre più smaliziati, sempre più esigenti. Ormai non ci si può più permettere di presentarsi ad una platea globale con un sito stravecchio e mai aggiornato. I visitatori scapperanno alla velocità di un click, sempre ammesso e non concesso che troveranno il vostro sito. Si, perchè qualora non ci pensassero già gli utenti a squalificarvi, lo faranno senza alcun rimorso i motori di ricerca. Uno a caso: Google.</p>
<p>Dovete sapere infatti che il buon Google è assetato di siti nuovi e preferisce di gran lunga le pagine che vengono aggiornate spesso, le quali vengono premiate con una posizione migliore nei risultati di ricerca. Inutile ricordare che un sito che non compare nel risultati di ricerca è come se non esistesse nemmeno. Il consiglio è quindi di correre ai ripari finchè siete in tempo, predisponendo le dovute strategie per aggiornare e dare visibilità al vostro sito. Del resto, prevenire è sempre meglio che curare!  </p>
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					<img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/0665a74a46e42b65d9041fb8f1b2e61b?s=75&amp;d=&amp;r=G' class='avatar avatar-75 photo' height='75' width='75' /></p>
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<div class="cab-author-name"><a href="http://www.giacomoaltamira.it" rel="author" class="cab-author-name">Giacomo Altamira</a></div>
<p>Titolare di Nextyle Communication, designer, consulente e fotografo professionista. Cura personalmente il blog dello studio con opinioni e consigli sulle ultime novità dal mondo della comunicazione e sulle più redditizie tecniche di marketing per le imprese. Quando non sta in ufficio di solito è perchè ha qualche servizio fotografico da realizzare in giro per la Sardegna.</p>
<p><a href="http://www.facbook.com/giacomoaltamiraphoto" rel="external nofollow Facebook me"><img title="Facebook" src="http://www.nextyle.it/wp-content/plugins/custom-about-author/images/social_media/facebook.png" alt="Facebook" border="0" /></a>&nbsp;<a href="http://www.twitter.com/nextyle" rel="external nofollow Twitter me"><img title="Twitter" src="http://www.nextyle.it/wp-content/plugins/custom-about-author/images/social_media/twitter.png" alt="Twitter"  border="0" /></a>&nbsp;</p>
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		<title>Come pubblicizzare un evento sul web</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Organizzare un evento è uno dei tanti modi che ha un&#8217;azienda di promuovere sé stessa. Se si tratta di un nuovo ristorante, ad esempio, un ottimo sistema per farsi conoscere è quello di fare una cerimonia di inaugurazione. Se invece parliamo di un&#8217;atelier per abiti da cerimonia, il mezzo perfetto per fare toccare con mano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nextyle.it/wp-content/uploads/2012/02/eventi-270x150.jpg" alt="" title="eventi" width="270" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-821" />Organizzare un evento è uno dei tanti modi che ha un&#8217;azienda di promuovere sé stessa. Se si tratta di un nuovo ristorante, ad esempio, un ottimo sistema per farsi conoscere è quello di fare una cerimonia di inaugurazione. Se invece parliamo di un&#8217;atelier per abiti da cerimonia, il mezzo perfetto per fare toccare con mano le creazioni alle future spose è quello di organizzare una sfilata. Questi sono solo i primi due esempi che mi vengono in mente, ma ovviamente ce ne potrebbero essere molti altri. L&#8217;evento dunque promuove l&#8217;azienda, ma solo se è partecipato da tante persone, altrimenti servirà a poco. Le persone dovranno sapere dove, come e quando si terrà l&#8217;evento. E anche se questo sarà “offline”, uno dei mezzi più potenti per pubblicizzarlo è naturalmente il web. Vediamo come fare. </p>
<h4>1. parlane in anticipo per generare passaparola</h4>
<p>Inizia a creare aspettativa e interesse su quello che succederà, utilizzando i social media come Facebook e Twitter (ma anche altri). Pubblica qualche immagine dei preparativi oppure un breve post sull&#8217;andamento organizzativo. Le persone interessate potranno condividere i contenuti che deciderai di pubblicare e si genererà così quel passaparola automatico che può essere fondamentale per attirare molti partecipanti al tuo evento. </p>
<h4>2. crea un evento su Facebook</h4>
<p>Facebook è il mezzo più semplice per portare la tua manifestazione a conoscenza dei tuoi amici e clienti. Con  pochi click potrai creare un evento e invitare tutte le persone che vuoi. Le persone, una volta ricevuto l&#8217;invito potranno rispondere se parteciperanno oppure no. Questo ti darà già una prima idea delle persone che potranno esserci. </p>
<h4>3. scrivi articoli sul tuo blog</h4>
<p>Ancora una volta, scrivere uno o più articoli sul tuo blog aziendale (se non ne hai uno è ora di iniziare a considerare l&#8217;idea di averlo) è un ottimo sistema per pubblicizzare un evento ai tuoi lettori. In più, un articolo ben scritto attira traffico di nuovi visitatori verso il tuo sito web, cosa che potrebbe aiutarti anche ad avere nuovi contatti commerciali, oltre che essere utile per promuovere l&#8217;evento.</p>
<h4>4. usa Twitter in maniera intelligente</h4>
<p>Anche se qui in Italia è ancora Facebook a farla da padrone tra i social media, gli utilizzatori di Twitter sono sicuramente un pubblico appetibile in quanto probabilmente più maturo, attento e consapevole. Per questo la promozione va dosata con sapienza e criterio. Uno dei modi per dare ufficialità a qualcosa  è quello di creare un “hashtag” apposito, ovvero una parola che identifica in maniera univoca un argomento con il simbolo # prima della parola. Ad esempio il tuo evento potrebbe avere come hashtag #mioeventospeciale. Dovrai ripetere questo hashtag ogni volta che parli dell&#8217;evento. I tuoi follower potranno parlare dell&#8217;evento usando lo stesso hashtag.</p>
<h4>5. invita i visitatori a registrarsi a una newsletter</h4>
<p>crea una pagina apposita sul tuo sito dove inserirai un modulo per l&#8217;iscrizione a una newsletter. Potrai inviare così aggiornamenti regolari via email a tutti gli iscritti, tenendoli così sempre informati e facendo in modo che l&#8217;attenzione sull&#8217;evento sia sempre alta.</p>
<h4>6. utilizza i video </h4>
<p>Potresti realizzare (o far realizzare) un breve video in stile trailer cinematografico. Meno di un minuto per spiegare il tuo evento. Una volta realizzato, potresti inserirlo sul tuo sito e sulle principali  piattaforme di condivisione video (Youtube, Vimeo e Viddler). Il video è uno strumento potente che non impegna come la lettura e se realizzato con le leve di comunicazione giuste può creare nelle persone un forte desiderio di partecipazione. </p>
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					<img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/0665a74a46e42b65d9041fb8f1b2e61b?s=75&amp;d=&amp;r=G' class='avatar avatar-75 photo' height='75' width='75' /></p>
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<div class="cab-author-name"><a href="http://www.giacomoaltamira.it" rel="author" class="cab-author-name">Giacomo Altamira</a></div>
<p>Titolare di Nextyle Communication, designer, consulente e fotografo professionista. Cura personalmente il blog dello studio con opinioni e consigli sulle ultime novità dal mondo della comunicazione e sulle più redditizie tecniche di marketing per le imprese. Quando non sta in ufficio di solito è perchè ha qualche servizio fotografico da realizzare in giro per la Sardegna.</p>
<p><a href="http://www.facbook.com/giacomoaltamiraphoto" rel="external nofollow Facebook me"><img title="Facebook" src="http://www.nextyle.it/wp-content/plugins/custom-about-author/images/social_media/facebook.png" alt="Facebook" border="0" /></a>&nbsp;<a href="http://www.twitter.com/nextyle" rel="external nofollow Twitter me"><img title="Twitter" src="http://www.nextyle.it/wp-content/plugins/custom-about-author/images/social_media/twitter.png" alt="Twitter"  border="0" /></a>&nbsp;</p>
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		<title>Quanto costa un sito? O meglio, quanto vale un sito?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando discuto della realizzazione di un nuovo sito con il titolare di un&#8217;azienda, la domanda prima o poi arriva inevitabile: quanto costa un sito? Quanto mi fai spendere? Io rispondo solitamente che&#8230; dipende. Tecnicamente, il costo di un sito web dipende da molti fattori: la tecnologia da utilizzare, la complessità del progetto, la quantità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nextyle.it/wp-content/uploads/2012/01/euro-270x150.jpg" alt="" title="euro" width="270" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-815" />Quando discuto della realizzazione di un nuovo sito con il titolare di un&#8217;azienda, la domanda prima o poi arriva inevitabile: <strong>quanto costa un sito?</strong> Quanto mi fai spendere? Io rispondo solitamente che&#8230; dipende. Tecnicamente, il costo di un sito web dipende da molti fattori: la tecnologia da utilizzare, la complessità del progetto, la quantità di pagine, i servizi collegati, i contenuti, il posizionamento e altri aspetti minori.</p>
<p>In realtà, la domanda che ci si dovrebbe porre non è tanto <strong>quanto costa una sito, bensì quanto vale</strong>. Quanto, cioè, il sito è capace di <strong>far guadagnare</strong> ad un&#8217;azienda in termini di contatti che si chiudono in vendita, oppure in vendite vere e proprie, nel caso di siti e-commerce.</p>
<p>Oggi sul mercato ci sono le proposte più disparate sulla realizzazione dei siti web. Sembra che tutti siano nati creando siti web. Ognuno spara la sua: c&#8217;è il programmatore freelance che chiede 300 euro, il servizio un-tanto-al-chilo che ne vuole 79 (si, proprio 79!), lo studio affermato che ne chiede 2000. C&#8217;è anche l&#8217;immancabile parente smanettone che te lo fa addirittura gratis. Tanto, lui ha già un lavoro fisso e nel tempo libero si diverte a creare siti web. </p>
<p>Ognuna di queste soluzioni avrà per forza di cose caratteristiche diverse e quindi porterà un risultato diverso in termini di ritorno economico. Orientarsi in questa giungla non è una cosa delle più semplici. A tal proposito vi voglio raccontare una storia che forse vi aiuterà a capire da che parte andare.</p>
<p>Un imprenditore decide di affidare la realizzazione del suo sito ad una nota web agency, convinto che per un lavoro del genere servano dei professionisti. Spende 1500 euro. Dopo una settimana, <strong>tramite il nuovo sito, viene contattato da un potenziale</strong> cliente con cui riesce chiudere una vendita di 4000 euro. &#8211; Ottimo! &#8211; Pensa, l&#8217;imprenditore &#8211; sono già rientrato dei costi del sito&#8230; e in più ho guadagnato altri 2500 euro! -</p>
<p>Un altro imprenditore, invece, decide di realizzare il suo sito in maniera &#8220;fai da te&#8221; tramite uno di quei servizi online che promettono siti professionali a 79 euro. Dopo una settimana il sito è online e l&#8217;imprenditore è soddisfatto di aver speso poco e avere il sito già pubblicato. Passa un mese e il sito non ha ancora fruttato nemmeno un nuovo contatto. Passano 2 mesi. Stessa cosa. Passano 6 mesi, e con grande disappunto dell&#8217;uomo, ancora non succede niente. <strong>Il sito rimane lì fermo senza portare alcun contatto</strong>. Alla fine, l&#8217;imprenditore decide di chiedere aiuto a un&#8217;agenzia quotata e spende altri 2000 euro per rifare il sito da capo.</p>
<p>Morale della favola? Ogni cosa ha il suo valore ed è per quello che bisogna valutarla. <strong>Il valore di un sito realizzato ad arte è molto più alto del suo costo di realizzazione</strong>, perchè non solo fa guadagnare nuovi contatti, ma è anche più visibile nei motori di ricerca, è dotato di tutta una serie di accorgimenti che lo rendono gradito ai visitatori ed infine è più semplice ed economico da aggiornare ed espandere in futuro.</p>
<p>Un bravo imprenditore sa che quando acquista un servizio <strong>non deve guardare solo il costo ma anche i benefici</strong> che potrà ottenere. E&#8217; tutta una questione di valore! </p>
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<div class="cab-author-name"><a href="http://www.giacomoaltamira.it" rel="author" class="cab-author-name">Giacomo Altamira</a></div>
<p>Titolare di Nextyle Communication, designer, consulente e fotografo professionista. Cura personalmente il blog dello studio con opinioni e consigli sulle ultime novità dal mondo della comunicazione e sulle più redditizie tecniche di marketing per le imprese. Quando non sta in ufficio di solito è perchè ha qualche servizio fotografico da realizzare in giro per la Sardegna.</p>
<p><a href="http://www.facbook.com/giacomoaltamiraphoto" rel="external nofollow Facebook me"><img title="Facebook" src="http://www.nextyle.it/wp-content/plugins/custom-about-author/images/social_media/facebook.png" alt="Facebook" border="0" /></a>&nbsp;<a href="http://www.twitter.com/nextyle" rel="external nofollow Twitter me"><img title="Twitter" src="http://www.nextyle.it/wp-content/plugins/custom-about-author/images/social_media/twitter.png" alt="Twitter"  border="0" /></a>&nbsp;</p>
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		<title>Il primo passo per differenziarsi dalla concorrenza: capire chi siamo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un mercato con molti concorrenti (mi viene in mente il mercato turistico), spesso il cliente vede tutte le aziende come uguali e tende a scegliere solo in base al prezzo. Se non vogliamo rimanere vittime della guerra a chi propone il prezzo più basso, l’unico sistema è quello di differenziarsi dalla concorrenza, ovvero trovare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nextyle.it/wp-content/uploads/2012/01/differenza-270x150.jpg" alt="" title="differenza" width="270" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-813" />In un mercato con molti concorrenti (mi viene in mente il mercato turistico), spesso il cliente vede tutte le aziende come uguali e tende a scegliere solo in base al prezzo. Se non vogliamo rimanere vittime della guerra a chi propone il prezzo più basso, l’unico sistema è quello di differenziarsi dalla concorrenza, ovvero trovare e i punti che ci rendono diversi dagli altri e renderli evidenti agli occhi del cliente.</p>
<p>Diventa fondamentale quindi  capire chi siamo, qual è la nostra forza, cosa ci distingue dalle aziende che operano sul nostro stesso mercato. Solo dopo possiamo agire di conseguenza. Il consiglio è quello di metterti a tavolino e iniziare a scrivere su un foglio di carta le risposte a queste domande: chi siamo, quali sono i nostri obbiettivi, qual è il profilo del cliente tipo, in quale territorio vorremmo operare.</p>
<p>Nel rispondere alla domanda <strong>“chi siamo”</strong> dobbiamo individuare chi è la nostra azienda, cosa offre, quali sarebbero i vantaggi per il cliente nello scegliere noi, cosa vogliamo rappresentare per il cliente, quali sono i nostri valori, la nostra filosofia, i nostri punti di forza e le nostre debolezze.</p>
<p>Per capire <strong>“quali sono i nostri obbiettivi”</strong> dobbiamo pensare a cosa vogliamo ottenere, a qual’è la nostra missione e in che modo la vogliamo portare a termine. </p>
<p>Nel rispondere alla domanda su <strong>“qual&#8217;è il nostro cliente tipo”</strong>, dobbiamo pensare a quale cliente ci piacerebbe servire in base a quella che è la nostra offerta. Dobbiamo sapere se è uomo o donna, a quale classe sociale appartiene,  quale fascia di età, quale livello culturale, qual&#8217;è la sua disponibilità media di spesa, quali potrebbero essere i suoi desideri e come preferirebbe che venissero soddisfatti.</p>
<p>Infine dobbiamo sapere su <strong>“quale territorio vogliamo operare”</strong>, ovvero quale potrebbe essere l’ampiezza del nostro mercato (locale, regionale, nazionale o internazionale) in base a quello che offriamo e a come è strutturata la nostra organizzazione. Ad esempio se hai un negozio di prodotti tipici regionali potresti pensare di ampliare l’offerta verso un mercato nazionale o addirittura internazionale, come avviene ad esempio per i prodotti tipici sardi che sono richiestissimi anche all’estero.</p>
<p>Una volta chiariti questi punti fondamentali possiamo definire più  facilmente e con maggiore precisione l’identikit del nostro concorrente, e agire di conseguenza.</p>
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<div class="cab-author-name"><a href="http://www.giacomoaltamira.it" rel="author" class="cab-author-name">Giacomo Altamira</a></div>
<p>Titolare di Nextyle Communication, designer, consulente e fotografo professionista. Cura personalmente il blog dello studio con opinioni e consigli sulle ultime novità dal mondo della comunicazione e sulle più redditizie tecniche di marketing per le imprese. Quando non sta in ufficio di solito è perchè ha qualche servizio fotografico da realizzare in giro per la Sardegna.</p>
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		<title>3 strumenti gratuiti per analizzare il mercato e capire cosa vogliono i clienti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Partiamo da una premessa: affinché un’idea imprenditoriale abbia buone possibilità di riuscita, è meglio partire da quello che desiderano gli utenti. La frase “dai al cliente ciò che il cliente vuole” è quanto mai azzeccata. E’ infatti molto più semplice riuscire in qualcosa di cui il mercato ha già bisogno piuttosto che proporre qualcosa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nextyle.it/wp-content/uploads/2012/01/analisi-270x150.jpg" alt="" title="analisi" width="270" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-807" />Partiamo da una premessa: affinché un’idea imprenditoriale abbia buone possibilità di riuscita, è meglio partire da quello che desiderano gli utenti. La frase “dai al cliente ciò che il cliente vuole” è quanto mai azzeccata.  E’ infatti molto più semplice riuscire in qualcosa di cui il mercato ha già bisogno piuttosto che proporre qualcosa di nuovo e convincere la gente a comprarlo. Potrebbe anche andar bene e fare la tua fortuna, ma ci sono molte più possibilità che si trasformerebbe in un fallimento clamoroso. Comprendere il mercato aiuta a focalizzare l’obbiettivo e a ridurre i rischi, perciò se sei un imprenditore che sta valutando su quale attività investire, prima di farlo accertati che la tua idea abbia mercato, mentre se hai un’attività già avviata, considera di rivedere la tua offerta in funzione di quello che il mercato effettivamente richiede.</p>
<p>Ci sono molti strumenti per effettuare ricerche di mercato. Il migliore di tutti è chiedere direttamente alla gente cosa si aspetta, quali sono i suoi desideri e come vorrebbe soddisfarli. D’altra parte fare questo non è sempre possibile. Puoi informarti direttamente attraverso un sondaggio se hai un’azienda già avviata o un negozio aperto al pubblico. Puoi affidarti anche a una società che si occupa di ricerche di marketing ma i costi sarebbero piuttosto elevati e i tempi potrebbero essere molto lunghi.</p>
<p>Su internet esistono alcuni strumenti gratuiti per scoprire in maniera facile e veloce se c’è domanda per un particolare prodotto o servizio. Attraverso il web, e in particolare analizzando le ricerche che fanno gli utenti, possiamo capire se l’idea che abbiamo in mente può avere successo oppure no. Le domande a cui dovrai dare risposta attraverso l’analisi di mercato sono queste: ci sarà mercato per l’offerta che ho intenzione di proporre? La mia offerta è abbastanza competitiva? Quali sono le parole chiave che gli utenti cercano per trovare un’azienda come la mia?<br />
Un primo sistema  è lo “<a href="https://adwords.google.it/select/KeywordToolExternal?defaultView=2 ">Strumento parole chiave di Google</a>”. Con questo sistema possiamo capire quali sono le parole chiavi più ricercate su Google,  migliori rispetto ad altre, ad esempio “autonoleggio roma” potrebbe essere più ricercata di “noleggio auto roma”.</p>
<p>Lo strumento parole chiave dà informazioni dettagliate su: il volume di traffico mensile medio per una data parola chiave (keyword) o frase chiave (keyphrase), con evidenza del volume di ricerca per ogni mese dell’anno la concorrenza fra inserzionisti, da bassa a elevata il CPC (costo per click) stimato per la parola chiave la stima della posizione in cui l’annuncio verrà visualizzato.</p>
<p>Un altro strumento che possiamo utilizzare è “<a href="http://www.google.com/trends ">Google Trends</a>”:<br />
Inserisci la parola chiave che ti interessa nella casella di ricerca e in base ai risultati puoi capire se un mercato è in crescita, stabile o in calo. Google Trends dà le tendenze del mercato anche nel lungo periodo. Puoi personalizzare la ricerca in base all’anno (es. dal 2005 in poi) oppure se vendi prodotti oppure offri servizi a carattere stagionale puoi scoprire in quale mese o trimestre è più alta la tendenza di ricerca. Oltre alle informazioni di carattere temporale, Google Trends offre indicazioni anche a livello geografico, quindi ti dice se una certa parola chiave è più ricercata in Sardegna piuttosto che in Lombardia o nel Lazio, così puoi pensare di indirizzare la tua campagna a clienti delle regioni con un maggiore volume di ricerca.</p>
<p>L&#8217;ultimo strumento che potrebbe tornare utile è <a href="http://www.google.com/insights/search/">Google Insights</a>. Insights è simile a Google Trends ma si differenzia da questo perché mentre Trends visualizza solo l’andamento di una data parola chiave, Insights invece propone anche le nuove tendenze di ricerca che si stanno sviluppando in quel momento perciò se tu cerchi ad esempio “automobili gpl”, Google Insights potrebbe anche segnalarti che sta nascendo una nuova tendenza per “automobili ibride”.</p>
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					<img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/0665a74a46e42b65d9041fb8f1b2e61b?s=75&amp;d=&amp;r=G' class='avatar avatar-75 photo' height='75' width='75' /></p>
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		<title>5 requisiti fondamentali che deve soddisfare un buon logo</title>
		<link>http://www.nextyle.it/5-requisiti-fondamentali-che-deve-soddisfare-un-buon-logo/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 18:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il logo, spesso ingiustamente trascurato, è invece l&#8217;elemento più importante della comunicazione di un&#8217;azienda ed è presente in tutti i contesti della comunicazione aziendale nelle sue varie forme. Quando cerchi qualcuno che si occupi della sua realizzazione, ricorda che un buon logo deve soddisfare questi requisiti: Un logo deve rappresentare l&#8217;azienda Deve rifletterne la filosofia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nextyle.it/wp-content/uploads/2012/01/design2-270x150.jpg" alt="" title="design2" width="270" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-800" />Il logo, spesso ingiustamente trascurato, è invece l&#8217;elemento più importante della comunicazione di un&#8217;azienda ed è presente in tutti i contesti della comunicazione aziendale nelle sue varie forme. Quando cerchi qualcuno che si occupi della sua realizzazione, ricorda che un buon logo deve soddisfare questi requisiti:</p>
<h4>Un logo deve rappresentare l&#8217;azienda</h4>
<p>Deve rifletterne la filosofia e i valori attraverso l’uso dei colori, dei simboli utilizzati, dei caratteri, delle immagini etc. Ad esempio, se vogliamo comunicare dinamicità proporremo un carattere corsivo; se vogliamo comunicare armonia utilizzeremo delle forme simmetriche; se vogliamo rigore allora utilizzeremo un carattere “con grazie” e un colore blu o comunque scuro. Al contrario se vogliamo comunicare allegria useremo un colore solare come il giallo.</p>
<h4>Un logo deve trasmettere fiducia</h4>
<p>Il logo è spesso il primo biglietto da visita per un&#8217;azienda. Guardando un logo si possono capire molte cose, e un logo approssimativo non trasmetterà certo la professionalità e l&#8217;affidabilità con cui un&#8217;azienda vorrebbe essere sempre percepita, al contrario può far allontanare un potenziale cliente che ha un’impressione negativa dall’immagine con cui l’azienda si propone. Ad esempio, se un’azienda che si considera seria e rigorosa si propone con un logo fatto con caratteri giocosi, chi vede il logo sarà come minimo disorientato e penserà che l’azienda non è così seria e organizzata come dice.</p>
<h4>Un logo deve essere memorabile</h4>
<p>Più è semplice, più facile sarà da ricordare e quindi più velocemente verrà memorizzato dai tuoi potenziali clienti. Affinché sia memorabile non è detto che rappresenti esattamente quello che fa l’azienda. Ad esempio nel logo di Mc Donald’s non vedi hamburger o patatine, eppure è uno dei loghi più famosi al mondo, proprio perché è semplice e si fa ricordare facilmente.</p>
<h4>Un logo deve essere efficace anche senza colore</h4>
<p>Il logo nasce prima di tutto in bianco e nero, o meglio, nero su bianco. Un buon logo deve comunicare un messaggio forte già senza colore, perciò se il logo funziona anche in bianco e nero, allora è un buon logo, altrimenti gli manca qualcosa e sarà sempre un logo mediocre.</p>
<h4>Un logo deve essere efficace anche se ridimensionato</h4>
<p>Per sua natura, il logo è l&#8217;elemento più flessibile dell&#8217;immagine aziendale, quindi deve poter essere riprodotto senza problemi senza perdite di qualità e deve risultare perfettamente leggibile sia in un maxi-poster sia quando viene riportato in piccolo, ad esempio su una penna. Ricorda che un logo deve essere realizzato con un&#8217;applicazione di grafica vettoriale, la quale si basa su formule matematiche per definire le grandezze e per questo non è legata a unità di misura fisse come il pixel. Le applicazioni più note sono Adobe Illustrator e Corel Draw, ma ce ne sono anche altre. Perciò, se ti parlano di loghi realizzati con Photoshop, sappi che Photoshop non è un programma di grafica vettoriale bensì bitmap, basato sui pixel, e come tale può produrre loghi che però hanno dimensioni massime definite, oltre le quali si ha una perdita consistente di qualità. Photoshop quindi non è un programma adatto a creare un logo. Ricorda anche che un logo non può essere composto da immagini perché queste essendo formate da pixel, non si possono ingrandire all’infinito senza che perdano di qualità. In generale, oltre alle immagini, anche qualsiasi elemento fatto da pixel non può essere utilizzato per realizzare un buon logo.</p>
<p>Quando fai realizzare il logo della tua azienda, pretendi sempre che ti vengano consegnati i files vettoriali, che solitamente hanno estensione eps o pdf (es. Logo.eps o Logo.pdf). Solo questi infatti assicurano una piena riproducibilità sia in piccolo che in grande formato.</p>
<p>Ora sai quali sono i requisiti che devi pretendere quando fai realizzare un logo per la tua azienda. Se la tua azienda ha già un logo, verifica che questo superi indenne queste prove. Se le supera, allora puoi star sicuro che è stato fatto un buon lavoro. Diversamente chiama chi lo ha realizzato e fatti rimborsare i soldi o chiedi che venga fatta una revisione del lavoro.</p>
<p>Naturalmente, sia per una nuova realizzazione che per una revisione, siamo a tua disposizione.</p>
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					<img alt='' src='http://0.gravatar.com/avatar/0665a74a46e42b65d9041fb8f1b2e61b?s=75&amp;d=&amp;r=G' class='avatar avatar-75 photo' height='75' width='75' /></p>
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<div class="cab-author-name"><a href="http://www.giacomoaltamira.it" rel="author" class="cab-author-name">Giacomo Altamira</a></div>
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<p><a href="http://www.facbook.com/giacomoaltamiraphoto" rel="external nofollow Facebook me"><img title="Facebook" src="http://www.nextyle.it/wp-content/plugins/custom-about-author/images/social_media/facebook.png" alt="Facebook" border="0" /></a>&nbsp;<a href="http://www.twitter.com/nextyle" rel="external nofollow Twitter me"><img title="Twitter" src="http://www.nextyle.it/wp-content/plugins/custom-about-author/images/social_media/twitter.png" alt="Twitter"  border="0" /></a>&nbsp;</p>
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		<title>10 semplici modi per incrementare le vendite</title>
		<link>http://www.nextyle.it/10-semplici-modi-per-incrementare-le-vendite/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 09:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aumentare le vendite. Quale imprenditore o responsabile commerciale che non lo vorrebbe? Immagino nessuno. Nemmeno tu che mi stai leggendo. Eppure ci sono dei modi di agire e di organizzare il tuo lavoro che potrebbero davvero portarti ad aumentare sensibilmente i &#8220;numeri&#8221; che riesci a fare ogni mese. Vediamone alcuni. 1. riduci il numero di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nextyle.it/wp-content/uploads/2012/01/vendite-270x150.jpg" alt="" title="vendite" width="270" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-778" />Aumentare le vendite. Quale imprenditore o responsabile commerciale che non lo vorrebbe? Immagino nessuno. Nemmeno tu che mi stai leggendo. Eppure ci sono dei modi di agire e di organizzare il tuo lavoro che potrebbero davvero portarti ad aumentare sensibilmente i &#8220;numeri&#8221; che riesci a fare ogni mese. Vediamone alcuni.</p>
<p><strong>1. riduci il numero di appuntamenti </strong><br />
Non puoi gestire troppi incontri in una sola giornata perché rischieresti di non avere abbastanza tempo da dedicare a tutti i potenziali clienti che andrai a trovare&#8230; e quindi rischieresti concretamente di perdere molte vendite. Prenditi il tempo necessario per gestire nel migliore dei modi ogni appuntamento, e, se necessario, riduci il numero degli incontri giornalieri. Le tue vendite ci guadagneranno.</p>
<p><strong>2. incrementa il tempo che impieghi per la vendita</strong><br />
Lascia fare ad altri le incombenze che ti distraggono dalla vendita. Chiedi a tua moglie di andare dal commercialista o alla tua segretaria di fare la telefonata al fornitore. Usa il tempo risparmiato per organizzarti nuove opportunità di vendita.</p>
<p><strong>3. smetti di comprare le ultime novità tecnologiche perchè sono di moda</strong><br />
La tecnologia può essere un valido supporto per il tuo lavoro ma acquista smartphone, pc e tablet   solo se sono effettivamente utili. Diversamente possono essere solo strumenti di “distrazione”.</p>
<p><strong>4. pensa alla tua soluzione come un verbo</strong><br />
Non vendere prodotti, vendi soluzioni. Mi spiego meglio: supponiamo che la tua azienda venda stufe e climatizzatori. Se parli di climatizzatori, parli di prodotti. Se invece parli di soluzioni per la climatizzazione, allora stai parlando di cosa puoi fare per il cliente. La differenza è percettiva: nel primo caso sarai inquadrato come un possibile seccatore, nel secondo caso come qualcuno che può dare una mano a risolvere un problema. </p>
<p><strong>5. tratta la vendita come un servizio per il cliente</strong><br />
Come già detto nel punto precedente, stai attento a come ti proponi verso il potenziale cliente. Se ti proponi come qualcuno che offre un servizio utile per un problema specifico, allora hai più possibilità di concludere una vendita. Non sei lì per piazzare un prodotto, per convincere il cliente  né tantomeno per ribattere alle obiezioni. Sei lì per offrire un servizio che risolve un problema. Chiaro?</p>
<p><strong>6. non proporre cose che non servono al cliente </strong><br />
Se realizzi che il cliente non ha realmente bisogno della tua soluzione, allora devi ammetterlo con sincerità e spiegargli che non hai quello che fa per lui. Una vendita in meno ti farà guadagnare più stima e più credibilità rispetto al vendere a tutti i costi qualcosa di cui il cliente non necessita.   </p>
<p><strong>7. non confondere parlare con vendere</strong><br />
invece di spiegare al cliente quello che può fare il tuo prodotto, usa domande intelligenti che mettano il tuo cliente nella condizione di capire da solo quanto la soluzione che offri sia valida.</p>
<p><strong>8. non focalizzarti sugli intermediari</strong><br />
Accertati di incontrare chi prende le decisioni, non con collaboratori o altre persone. D&#8217;altra parte, parlare con  gli intermediari può aiutarti a capire come muoverti con il “capo” quindi non snobbare nemmeno queste persone.</p>
<p><strong>9. indaga sui tuoi concorrenti</strong><br />
Scopri quali sono le aziende che i tuoi concorrenti stanno contattando e in che modo stanno trattando con loro. Capendo come si muove la concorrenza otterrai una posizione di vantaggio quando poi andrai a contattare anche tu le stesse aziende.</p>
<p><strong>10. incrementa il valore medio di ogni vendita</strong><br />
ricorda che ogni giorno le ore che puoi dedicare al lavoro sono come quantità quasi sempre le stesse (al limite possono essere inferiori) e che ci vuole più o meno lo stesso tempo per chiudere una vendita di 1.000 euro o una di 10.000. Se possibile, quindi, cerca di focalizzarti su opportunità che generano vendite ad alto valore piuttosto che affannarti a chiudere contratti che ti portano via molto tempo e poco guadagno.</p>
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<div class="cab-author-name"><a href="http://www.giacomoaltamira.it" rel="author" class="cab-author-name">Giacomo Altamira</a></div>
<p>Titolare di Nextyle Communication, designer, consulente e fotografo professionista. Cura personalmente il blog dello studio con opinioni e consigli sulle ultime novità dal mondo della comunicazione e sulle più redditizie tecniche di marketing per le imprese. Quando non sta in ufficio di solito è perchè ha qualche servizio fotografico da realizzare in giro per la Sardegna.</p>
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		<title>7 modi di mantenere il tuo sito sempre efficace per ottenere nuovi contatti</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi il sito web è con ogni probabilità il mezzo di promozione più importante di un&#8217;azienda, e finalmente la maggior parte degli imprenditori l&#8217;hanno capito. Quello che invece ancora molti, troppi, non hanno ancora capito, è che il sito non è una cosa che fai e ti dimentichi. Il sito web aziendale è un mezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.nextyle.it/wp-content/uploads/2011/10/internet-270x150.jpg" alt="" title="internet" width="270" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-591" />Oggi il sito web è con ogni probabilità il mezzo di promozione più importante di un&#8217;azienda, e finalmente la maggior parte degli imprenditori l&#8217;hanno capito. Quello che invece ancora molti, troppi, non hanno ancora capito, è che il sito non è una cosa che fai e ti dimentichi. Il sito web aziendale è un mezzo promozionale straordinario purché sia al passo con i tempi e aggiornato periodicamente. Se viene abbandonato a sé stesso, diviene pian piano vecchio e noioso, e cosa più importante, perderà quell&#8217;appeal e quella freschezza che agli inizi portava molti clienti a contattarvi. Vediamo quindi alcune delle strategie da adottare per mantenere un sito sempre “giovane” e capace di attirare nuovi clienti.</p>
<p><strong>1. semplifica la consultazione delle pagine</strong><br />
Ricorda che “Less is more”, ovvero, di meno è meglio. Elimina tutte le cose che creano confusione all&#8217;interno del sito e pensa a mostrare i contenuti in maniera semplice e diretta ai navigatori. Un sito difficile da visitare non sarà un sito che ti farà guadagnare molti clienti.</p>
<p><strong>2. risolvi i problemi di visualizzazione</strong><br />
La tecnologia dei browser, ovvero i programmi per navigare su internet, si evolve di continuo. Può capitare quindi che ogni tanto il sito venga visualizzato in maniera differente rispetto a come faceva in precedenza, quindi è bene controllare e sistemare queste piccole (o talvolta grandi) discrepanze. Se il tuo sito è gestito da un CMS, per sicurezza è bene aggiornare il software all&#8217;ultima versione disponibile e così anche tutti gli eventuali plug-in installati.</p>
<p><strong>3. rinfresca la grafica</strong><br />
Ogni tanto è bene dare una “ringiovanita” all&#8217;impatto grafico del sito. Questo per dare sempre un&#8217;impressione di modernità e per non annoiare i visitatori con un sito sempre uguale anche a distanza di molto tempo. Personalmente, considero necessario un rinnovo della veste grafica almeno ogni 2 anni.</p>
<p><strong>4. pubblica novità e storie interessanti</strong><br />
Vuoi un&#8217;esposizione mediatica gratuita? Bene, allora pubblica dei comunicati stampa e inseriscili all&#8217;interno del sito. Magari contatta qualche giornalista di tua conoscenza e proponi la tua storia. Se  queste novità verranno ritenute interessanti dai media potresti ottenerne un notevole vantaggio,  spesso molto più che nel lanciare una costosa campagna pubblicitaria.  </p>
<p><strong>5. aggiorna la pagina del profilo dell&#8217;azienda</strong><br />
In genere la pagina “chi siamo” è la seconda più visitata dopo la home page. Spesso però questa viene scritta una volta per tutte quando invece l&#8217;azienda è un&#8217;entità dinamica che si evolve di continuo. E&#8217; consigliabile perciò aggiornare di conseguenza anche il profilo una o più volte all&#8217;anno, in relazione ai cambiamenti che avvengono nell&#8217;impresa.</p>
<p><strong>6. Scrivi un blog, oppure no</strong><br />
Scrivere un blog porta molti vantaggi per il sito di un&#8217;azienda, uno dei tanti è la maggiore visibilità del sito stesso sui motori di ricerca. Capita però che si parta con ottime intenzioni iniziando a scrivere un blog e poi questo venga abbandonato e lasciato senza aggiornamenti per mesi. Non è obbligatorio avere un blog all&#8217;interno del sito aziendale, però se si decide di averlo, bisogna aggiornarlo regolarmente. Altrimenti è meglio non averlo per niente. </p>
<p><strong>7. fatti trovare</strong><br />
troppi siti sono in realtà come contenitori vuoti, sono vaghi di informazioni. Cosa cerca un navigatore quando visita il tuo sito? Informazioni, ovviamente. E allora perché non fargliele trovare subito? Metti quindi bene in evidenza i tuoi contatti su tutte le pagine del sito, a piè di pagina o sulla barra laterale. Metti in evidenza i prezzi o le ultime offerte se offri prodotti o servizi, se gli utenti si aspettano questo.    </p>
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<div class="cab-author-name"><a href="http://www.giacomoaltamira.it" rel="author" class="cab-author-name">Giacomo Altamira</a></div>
<p>Titolare di Nextyle Communication, designer, consulente e fotografo professionista. Cura personalmente il blog dello studio con opinioni e consigli sulle ultime novità dal mondo della comunicazione e sulle più redditizie tecniche di marketing per le imprese. Quando non sta in ufficio di solito è perchè ha qualche servizio fotografico da realizzare in giro per la Sardegna.</p>
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